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UNA VITA PER LA MISSIONE

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
SACERDOTE ASSASSINATO NELL’EST DEL PAESE 08.11.2010
È stato assassinato la sera dell' 8 novembre in circostanze ancora da chiarire, padre Christian Bakulene, sacerdote della parrocchia di San Giovanni Battista a Kanyabayonga, in Nord Kivu, est della Repubblica democratica del Congo.
Il sacerdote era andato nella località di Kirumba per recuperare delle Bibbie accompagnato dal suo autista in sella ad una motocicletta. Gli aggressori, uomini in uniforme e armati, avrebbero chiesto del denaro al parroco che non avrebbe neanche fatto in tempo a tirare fuori i soldi. Secondo questa ricostruzione, si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione, dal momento che i due uomini armati avrebbero prima sbarrato la strada al motoveicolo di padre Bakulene per poi sparargli ripetuti colpi di arma da fuoco da distanza ravvicinata, lasciando illeso il conducente della moto che sarebbe scappato verso il vicino villaggio di Kinyondo dove ha dato l’allarme.
Secondo notizie riprese da agenzie di stampa internazionali ma non ancora confermate, gli assassini fanno parte dell’esercito congolese, sono stati riconosciuti dai testimoni e tradotti in carcere in attesa di giudizio.
“Siamo in attesa che il corpo di padre Bakulene, congolese ordinato sacerdote 12 anni fa, venga trasferito al cimitero diocesano, situato a 20 chilometri da Butembo, dove verranno celebrati i funerali” dice padre Léonce Marie Bambisa, sottolineando che “purtroppo da queste parti le strade sono spesso macabre”.Secondo fonti di informazione in rete della zona di Beni-Lubero potrebbe anche trattarsi di "un omicidio mirato con l’obiettivo di spaventare i sacerdoti" che operano in una delle zone più insicure del paese. Venerdì, sulla strada tra Butembo e Beni cinque civili e cinque militari sono rimasti uccisi in un’imboscata tesa da uomini armati. Eppure nell’area è dispiegato l’esercito regolare congolese, impegnato da mesi in un’operazione militare per contrastare le varie milizie che imperversano ai danni dei civili.

BRASILE 27/10/2010 SACERDOTE UCCISO NEL CEARÁ
“Era conosciuto per la sua semplicità, la sua allegria giovanile, conquistava tutti, anche quelli che erano lontano dalla comunità. Altre caratteristiche pregnanti della sua personalità erano il suo impegno sacerdotale, il suo dinamismo e la sua creatività. Molto comunicativo, incentivava sempre la comunità a vivere gli insegnamenti di Gesù e il suo amore per i più poveri”.
Così, in una nota diffusa dalla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), l’ufficio per le comunicazioni dell’arcidiocesi di Fortaleza, capitale dello stato nord-orientale del Ceará, ha riferito dell’uccisione di don Josenir Morais Santana,48 anni, parroco della chiesa di Nossa Senhora do Perpétuo Socorro. L’omicidio, si legge nel comunicato, è avvenuto Lunedì nella città di São Luís do Curu, a 77 chilometri dalla capitale. Secondo la polizia, il religioso è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco mentre era alla guida della sua automobile, dopo aver partecipato a un incontro: don Josenir ha perso il controllo della vettura sbandando e andando a urtare contro un cartello stradale e contro un’abitazione. Per il momento non si conosce né il movente né l’identità dei responsabili. Ordinato sacerdote nel 1995, don Josenir era originario di Fortaleza. Era stato tra l’altro vicario parrocchiale responsabile delle aree pastorali di Pitombeiras e Tapera, e parroco di São Gonçalo do Amarante.

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